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20 giugno 2010'Caramelle e pop corn', video di Andrea Butera
22 ottobre 2010Viola Selise
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Le piccole cose
Le piccole cose non temono l'inutilità
Lo stare fermo immobile
Accumulando polvere.
Le piccole cose animano il superfluo
Differenziano,
pretendono di esistere.
Quando tutto sembra convincerti
Ad accumulare grandi numeri
È bene ricordare ogni singolo individuo
E il lavoro quotidiano in ossessivo movimento.
Mentre la vita si assorbe,
e quello che non siamo si avvolge nel cellophane,
manipolare quello che poco resta del ciclo naturale di chi protesta.
Passivo subire lo sguardo comune
Che avvolge il tuo nome
In anonimo marchio
Privando l'azione
Dell'esserci e capire,
che minuscole cose si nascondono fra giganti,
serve attenzione per distinguerle
si tengono in disparte.
Mentre la vita si assorbe,
e quello che siamo si avvolge nel cellophane,
manipolare quello che poco resta del ciclo naturale di chi protesta. -
Caramelle e popcorn
Quante stelle da strappare
Pillole da ingoiare
Giù giù giù galleggiando
Non c'è acqua nei miei cocktails.
Ma qualcosa infastidisce il tempo d'attesa,
e non riesco poi a sopportare il tic tac delle ore,
che libera pensieri e parole custoditi nell'atrio della mia testa,
confondo volontà in azioni che credevo assopite ormai da tempo.
T'avrei dato tutto quel che ho
E invece mi consolano caramelle e popcorn
Tornerai,
sotto questo cielo nero ed incanto
scivolando dal mio sguardo tenterai di afferrare
quel che di sano rimane.
Dopo il logorio di giorni caduti
E pensieri che volevo scacciare
Soffocare allontanare accumulare
Per poi incendiare
E farmi male farti male
Cancellare la notte e il giorno
E farmi scudo col mio amore
Dal dolore che non sopporto.
Libero pensieri e parole custoditi nell'atrio della mia testa
Confondo volontà in azioni che credevo assopite ormai da tempo.
T'avrei dato tutto quel che ho
E invece mi consolano caramelle e popcorn
Tornerai
Sotto questo cielo nero ed incanto
Svaniranno
Le parole di conforto ed amici
Che non voglio più intorno,
dopo il logorio di giorni caduti
e pensieri che volevo scacciare
soffocare allontanare accumulare
per poi incendiare
e farmi male farti male
cancellare la notte e il giorno
e farmi scudo col mio amore
dal dolore che non sopporto.
T'avrei dato tutto quel che ho -
Ostinatamente
Pende ai piedi la città
Vista da qui,
sembra profonda immobile,
stesa addormentata,
limite del mondo,
tra le mani custodisco
le sue forme in equilibrio
cromatismi di colori e
Ostinatamente
Dondolo sospesa tra la gente che vive
Appesa a testa in giù
E non sa che può volare via via via
Cerco lo sguardo alla realtà
In particolare
Quelle tendenze familiari
Per perdere quota
Lieve sospensione
Della posa all'abbandono
Ricercando il perfetto
Equilibrio prospettivo.
Dubito che in molti siano capovolti
Nello spazio in movimento
A sopportare il peso
Dell'esatto contrario.
Ostinatamente
Dondolo sospesa tra la gente che vive
Appesa a testa in giù
E non sa che può volare via. -
Casa di sabbia
L'ha portata via il vento la tua casa di sabbia,
tutto d'oro brillava il tuo anello come una fiamma.
Brucia il senso delle cose
Brucia il fuoco con le parole...
Vittoria sei un pesce feroce di cui si ha paura
Vittoria lo griderai in faccia al tuo nemico
Quando gli offrirai le mani
Per capire e non punire.
In bilico tra la follia
E la decenza di consumare un nuovo giorno.
Intreccio di vimini e fiori,
la tua sapienza ma non di certo la tua essenza,
divelta.
Cosa?
Desiderio confonde le azioni con chiare illusioni
Ti riporta sull'uscio di casa a cercare riparo.
Bussa forte alla sua porta
Bussa e prega che risponda.
In bilico tra la follia
E la decenza di consumare un nuovo giorno.
Intreccio di vimini e fiori,
la tua sapienza ma non di certo la tua essenza,
divelta. -
Blà
Dovrei asciugare i tuoi occhi di sale,
portarti saluti e colloqui formali,
ma prima sfilare dalla tua coscienza
le ragioni di ostili sentenze,
certo io dovrei:
trovare qualcosa di meglio da fare
piuttosto che dar peso alle tue parole e tu,
annodarti per bene quella lunga lingua
in modo d'alterare la funzione labiale la la
la la la la la la...
la laalala blàà
Dovrei affogare e mai più ritrovare
Lo sguardo insistente rivolto al tuo dorso,
nutrire a buon ora la fame d'orgoglio
dando sfogo alla tua vanità
magari, si, potrei
premiare il difetto della tua insolenza
incoronandoti moribonda figura,
e lo schiaffo morale che ti girerà la vita
andrà ben oltre ogni aspettativa la la
la la la la la la...
la la la la la blààà.
Fasciati la testa e non guardare oltre i tuoi piedi che s'inciampa
Incastrata dalle tue stesse dita
La la la la la
Blààà
Lalalalalala
blààà. -
Rimini (de andrè)
Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale
Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini d'estate.
Lei dice bruciato in piazza
dalla santa inquisizione
forse perduto a Cuba
nella rivoluzione
o nel porto di New York
nella caccia alle streghe
oppure in nessun posto
ma nessuno le crede.
Rimini, Rimini
E Colombo la chiama
dalla sua portantina
lei gli toglie le manette ai polsi
gli rimbocca le lenzuola
"Per un triste Re Cattolico - le dice -
ho inventato un regno
e lui lo ha macellato
su di una croce di legno.
E due errori ho commesso
due errori di saggezza
abortire l'America
e poi guardarla con dolcezza
ma voi che siete uomini
sotto il vento e le vele
non regalate terre promesse
a chi non le mantiene".
Rimini, Rimini
Ora Teresa è all'Harrys' Bar
guarda verso il mare
per lei figlia di droghieri
penso che sia normale
porta una lametta al collo
è vecchia di cent'anni
di lei ho saputo poco
ma sembra non inganni.
"E un errore ho commesso - dice -
un errore di saggezza
abortire il figlio del bagnino
e poi guardarlo con dolcezza
ma voi che siete a Rimini
tra i gelati e le bandiere
non fate più scommesse
sulla figlia del droghiere".
Rimini, Rimini -
Al mittente innamorato
Torni quando fuori piove
Tra rumori e facce stanche
Hai la chiave della stanza lungo la spiaggia
Dove vedo il naufragare
Del tuo nome giù nel mare
Suggeriscono quei passi il tuo lento avvicinare
Ah che effetto fa scoppiare a ridere
Ah che effetto fa
Quando tutto è già passato, ricordato,
masticato, consegnato
al mittente innamorato.
Colgo l'occasione e sfacciatamente
Guardo un volto impacchettato
Tutto questo è già passato.
Come quando un po' di sale
Da più gusto al tuo palato
Ma è la solita minestra
Sempre la stessa.
Basterebbe sezionare
Finemente un po' d'amore
Darti in pasto ai pescecani
Per il pranzo di domani.
Ah che effetto fa scoppiare a ridere
Ah che effetto fa
Quando tutto è già passato, ricordato,
masticato, consegnato
al mittente innamorato.
Colgo l'occasione e sfacciatamente
Guardo un volto impacchettato
Tutto questo è già passato -
L'asse
Non riesco più a riposizionare il mio corpo stanco,
manca il sostegno che si opponga alla forza gravitazionale.
Anche stasera, tendono e tirano gli sbalzi d'umore.
L'asse,
in equilibrio precario
ruota la mia simmetria
piegando anche la fantasia
non ho più riferimenti
che possano poi sostenere
il miglior movimento sui fianchi.
Vedo svanire la linea leggera traversarmi il piano sagittale,
senza taglio frontale è inevitabile che si perda anche in orizzontale.
Ho ridefinito con punti e virgole un nuovo centro di stabilità.
L'asse,
in equilibrio precario
ruota la mia simmetria
piegando anche la fantasia
non ho più riferimenti
che possano poi sostenere
il miglior movimento sui fianchi.
Osservo poi le cose in perfetta asimmetria. -
Imparo l'amore
Imparo l'amore
Soffiato dal vento
Mi bacia le guance
Bisbiglia flebili parole
Fan nodi tra i capelli
Ti ho stretto in un pugno
Non ti lascio andar via.
Imparo l'amore
Se piango se rido
Appesa alla bocca
Stupore di averti vicino
Come immaginare un figlio.
Spreco parole
Io non riesco a dirlo.
Lava la fatica di vederti più forte
Puoi difendermi dalla ruggine
E raggiungermi dove attenderò.
Miei gli occhi di stagno verde
Acqua inghiotte la tua immagine
Che si adagia in me
Sedimento che sa confondermi.
Imparo l'amore
Dai piccoli gesti
Cadono lenti
Come ore
D'interminabili attese
Scomposte, trovo le parole
Le ho strette in un pugno
Non le lascio andar via
Lava la fatica di vederti più forte
Puoi difendermi dalla ruggine
E raggiungermi dove attenderò. -
Canzone confusa sull'altrove
Lucciole distanti
Dal vedere naturale fili d'erba
E le cicale messe in fila a raccontare
Di pirati visti a largo navigare verso riva
Sulle onde blu
Sulle onde blu.
E se tu potessi
Per lo meno indicare dove splendi
E ridi ancora, ti riposi quando è sera
Su di un filo di cotone elevato verso il cielo
Giungerei da te
E ti sfiorerei.
Per vederti
Devo chiudere gli occhi
Immaginarti altrove
Dove tutto quello che il mondo ha perso,
vive ancora.
Batto i piedi se, solo stelle distinguo
Neanche il sonno più profondo
Mi accompagna da te.
Lucciole distanti
Dal vedere naturale fili d'erba
E le cicale messe in fila a raccontare
Di pirati visti a largo navigare verso riva
Sulle onde blu
Sulle onde blu.
Per vederti
Devo chiudere gli occhi
Immaginarti altrove
Dove tutto quello che il mondo ha perso,
vive ancora.
Batto i piedi se, solo stelle distinguo. -
Fastidioso insetto
Ti odio
Triangolare pianura,
distesa come un cane a riposo
mi assali nel sonno
bruci i miei sogni di carta e d'inchiostro
minimi slanci di fantasia.
Appesa
Al resto del mondo,
ti guardo dalla luna crescente
sei solo un abbaglio,
un brutto ricordo a intervalli confuso,
dal portarti sempre addosso
dal sentirti sempre addosso.
Fastidioso insetto,
ti confonda questa luce
fino a perdere la vista
gravita e direzione.
Così, potrò disfarmi
dei tuoi mille capogiri,
raccogliere i tuoi resti
disperderli nel vento.
Ti odio
Perchè sai quel che sono,
spogliata da ogni velo di trucco
non è più nascosto,
questo volto pulito
è il modo di amarti
e portarti sempre addosso
e sentirti sempre addosso.
Fastidioso insetto,
ti confonda questa luce
fino a perdere la vista
gravita e direzione.
Così, potrò disfarmi
dei tuoi mille capogiri,
raccogliere i tuoi resti
disperderli nel vento. -
Collane di perle
I bambini come te devono stare nei giardini con le arance e i limoni,
lasciati riposare su foglie da dissetare con gocce di pioggia.
Dondolati dal vento, in faccia al sole,
paragono il mio amore a una morsa di fame,
confettura di more mandorle amare.
Soffice e malleabile,
impasto d'argilla saliva
e gocce di brina.
Ricamano e poi scompaiono
Collane di perle
Omaggio al tuo passaggio.
I bambini come te sono le antenne delle case, riparo dei corvi,
in alto ad osservare il mondo ed il suo orgoglio imparare ad amare.
Gracchiano al vento, forse è un lamento,
presagio di nubi dorate d'argento,
ondeggiano piume preparano al volo.
Soffice e malleabile,
impasto d'argilla saliva
e gocce di brina.
Ricamano e poi scompaiono
Collane di perle
Omaggio al tuo passaggio.
Vita, proteggo, senso, sillabe, prime parole.
Forme, colori, frutti odori, biscotti, capricci, pazienza.
Bimbi i bambini, bambini come te
Bimbi i bambini, bambini come te.






