Ascolta e scarica il nuovo cd di Elisa

cd

Viola Selise

Relesead:

20.10.2010.

Label:

Alfredo Orofino produzioni/Edel

Format / Edition(s):

Album

Compra su:

bhm itunes

20 giugno 2010'Caramelle e pop corn', video di Andrea Butera

22 ottobre 2010Viola Selise

Music Player

  • Le piccole cose

    Le piccole cose non temono l'inutilità
    Lo stare fermo immobile
    Accumulando polvere.
    Le piccole cose animano il superfluo
    Differenziano,
    pretendono di esistere.

    Quando tutto sembra convincerti
    Ad accumulare grandi numeri
    È bene ricordare ogni singolo individuo
    E il lavoro quotidiano in ossessivo movimento.

    Mentre la vita si assorbe,
    e quello che non siamo si avvolge nel cellophane,
    manipolare quello che poco resta del ciclo naturale di chi protesta.

    Passivo subire lo sguardo comune
    Che avvolge il tuo nome
    In anonimo marchio
    Privando l'azione
    Dell'esserci e capire,
    che minuscole cose si nascondono fra giganti,
    serve attenzione per distinguerle
    si tengono in disparte.

    Mentre la vita si assorbe,
    e quello che siamo si avvolge nel cellophane,
    manipolare quello che poco resta del ciclo naturale di chi protesta.

  • Caramelle e popcorn

    Quante stelle da strappare
    Pillole da ingoiare
    Giù giù giù galleggiando
    Non c'è acqua nei miei cocktails.
    Ma qualcosa infastidisce il tempo d'attesa,
    e non riesco poi a sopportare il tic tac delle ore,
    che libera pensieri e parole custoditi nell'atrio della mia testa,
    confondo volontà in azioni che credevo assopite ormai da tempo.

    T'avrei dato tutto quel che ho
    E invece mi consolano caramelle e popcorn

    Tornerai,
    sotto questo cielo nero ed incanto
    scivolando dal mio sguardo tenterai di afferrare
    quel che di sano rimane.
    Dopo il logorio di giorni caduti
    E pensieri che volevo scacciare
    Soffocare allontanare accumulare
    Per poi incendiare
    E farmi male farti male
    Cancellare la notte e il giorno
    E farmi scudo col mio amore
    Dal dolore che non sopporto.

    Libero pensieri e parole custoditi nell'atrio della mia testa
    Confondo volontà in azioni che credevo assopite ormai da tempo.
    T'avrei dato tutto quel che ho
    E invece mi consolano caramelle e popcorn

    Tornerai
    Sotto questo cielo nero ed incanto
    Svaniranno
    Le parole di conforto ed amici
    Che non voglio più intorno,
    dopo il logorio di giorni caduti
    e pensieri che volevo scacciare
    soffocare allontanare accumulare
    per poi incendiare
    e farmi male farti male
    cancellare la notte e il giorno
    e farmi scudo col mio amore
    dal dolore che non sopporto.

    T'avrei dato tutto quel che ho

  • Ostinatamente

    Pende ai piedi la città
    Vista da qui,
    sembra profonda immobile,
    stesa addormentata,
    limite del mondo,
    tra le mani custodisco
    le sue forme in equilibrio
    cromatismi di colori e

    Ostinatamente
    Dondolo sospesa tra la gente che vive
    Appesa a testa in giù
    E non sa che può volare via via via

    Cerco lo sguardo alla realtà
    In particolare
    Quelle tendenze familiari
    Per perdere quota
    Lieve sospensione
    Della posa all'abbandono
    Ricercando il perfetto
    Equilibrio prospettivo.

    Dubito che in molti siano capovolti
    Nello spazio in movimento
    A sopportare il peso
    Dell'esatto contrario.

    Ostinatamente
    Dondolo sospesa tra la gente che vive
    Appesa a testa in giù
    E non sa che può volare via.

  • Casa di sabbia

    L'ha portata via il vento la tua casa di sabbia,
    tutto d'oro brillava il tuo anello come una fiamma.
    Brucia il senso delle cose
    Brucia il fuoco con le parole...

    Vittoria sei un pesce feroce di cui si ha paura
    Vittoria lo griderai in faccia al tuo nemico
    Quando gli offrirai le mani
    Per capire e non punire.

    In bilico tra la follia
    E la decenza di consumare un nuovo giorno.
    Intreccio di vimini e fiori,
    la tua sapienza ma non di certo la tua essenza,
    divelta.

    Cosa?

    Desiderio confonde le azioni con chiare illusioni
    Ti riporta sull'uscio di casa a cercare riparo.
    Bussa forte alla sua porta
    Bussa e prega che risponda.

    In bilico tra la follia
    E la decenza di consumare un nuovo giorno.
    Intreccio di vimini e fiori,
    la tua sapienza ma non di certo la tua essenza,
    divelta.

  • Blà

    Dovrei asciugare i tuoi occhi di sale,
    portarti saluti e colloqui formali,
    ma prima sfilare dalla tua coscienza
    le ragioni di ostili sentenze,
    certo io dovrei:
    trovare qualcosa di meglio da fare
    piuttosto che dar peso alle tue parole e tu,
    annodarti per bene quella lunga lingua
    in modo d'alterare la funzione labiale la la
    la la la la la la...
    la laalala blàà

    Dovrei affogare e mai più ritrovare
    Lo sguardo insistente rivolto al tuo dorso,
    nutrire a buon ora la fame d'orgoglio
    dando sfogo alla tua vanità
    magari, si, potrei

    premiare il difetto della tua insolenza
    incoronandoti moribonda figura,
    e lo schiaffo morale che ti girerà la vita
    andrà ben oltre ogni aspettativa la la

    la la la la la la...
    la la la la la blààà.

    Fasciati la testa e non guardare oltre i tuoi piedi che s'inciampa
    Incastrata dalle tue stesse dita

    La la la la la
    Blààà
    Lalalalalala
    blààà.

  • Rimini (de andrè)

    Teresa ha gli occhi secchi
    guarda verso il mare
    per lei figlia di pirati
    penso che sia normale

    Teresa parla poco
    ha labbra screpolate
    mi indica un amore perso
    a Rimini d'estate.

    Lei dice bruciato in piazza
    dalla santa inquisizione
    forse perduto a Cuba
    nella rivoluzione
    o nel porto di New York

    nella caccia alle streghe
    oppure in nessun posto
    ma nessuno le crede.

    Rimini, Rimini

    E Colombo la chiama
    dalla sua portantina
    lei gli toglie le manette ai polsi
    gli rimbocca le lenzuola

    "Per un triste Re Cattolico - le dice -
    ho inventato un regno
    e lui lo ha macellato
    su di una croce di legno.

    E due errori ho commesso
    due errori di saggezza
    abortire l'America
    e poi guardarla con dolcezza

    ma voi che siete uomini
    sotto il vento e le vele
    non regalate terre promesse
    a chi non le mantiene".

    Rimini, Rimini

    Ora Teresa è all'Harrys' Bar
    guarda verso il mare
    per lei figlia di droghieri
    penso che sia normale

    porta una lametta al collo
    è vecchia di cent'anni
    di lei ho saputo poco
    ma sembra non inganni.

    "E un errore ho commesso - dice -
    un errore di saggezza
    abortire il figlio del bagnino
    e poi guardarlo con dolcezza

    ma voi che siete a Rimini
    tra i gelati e le bandiere
    non fate più scommesse
    sulla figlia del droghiere".

    Rimini, Rimini

  • Al mittente innamorato

    Torni quando fuori piove
    Tra rumori e facce stanche
    Hai la chiave della stanza lungo la spiaggia
    Dove vedo il naufragare
    Del tuo nome giù nel mare
    Suggeriscono quei passi il tuo lento avvicinare

    Ah che effetto fa scoppiare a ridere
    Ah che effetto fa

    Quando tutto è già passato, ricordato,
    masticato, consegnato
    al mittente innamorato.
    Colgo l'occasione e sfacciatamente
    Guardo un volto impacchettato
    Tutto questo è già passato.

    Come quando un po' di sale
    Da più gusto al tuo palato
    Ma è la solita minestra
    Sempre la stessa.
    Basterebbe sezionare
    Finemente un po' d'amore
    Darti in pasto ai pescecani
    Per il pranzo di domani.

    Ah che effetto fa scoppiare a ridere
    Ah che effetto fa

    Quando tutto è già passato, ricordato,
    masticato, consegnato
    al mittente innamorato.
    Colgo l'occasione e sfacciatamente
    Guardo un volto impacchettato
    Tutto questo è già passato

  • L'asse

    Non riesco più a riposizionare il mio corpo stanco,
    manca il sostegno che si opponga alla forza gravitazionale.
    Anche stasera, tendono e tirano gli sbalzi d'umore.

    L'asse,
    in equilibrio precario
    ruota la mia simmetria
    piegando anche la fantasia
    non ho più riferimenti
    che possano poi sostenere
    il miglior movimento sui fianchi.

    Vedo svanire la linea leggera traversarmi il piano sagittale,
    senza taglio frontale è inevitabile che si perda anche in orizzontale.
    Ho ridefinito con punti e virgole un nuovo centro di stabilità.

    L'asse,
    in equilibrio precario
    ruota la mia simmetria
    piegando anche la fantasia
    non ho più riferimenti
    che possano poi sostenere
    il miglior movimento sui fianchi.

    Osservo poi le cose in perfetta asimmetria.

  • Imparo l'amore

    Imparo l'amore
    Soffiato dal vento
    Mi bacia le guance
    Bisbiglia flebili parole
    Fan nodi tra i capelli
    Ti ho stretto in un pugno
    Non ti lascio andar via.

    Imparo l'amore
    Se piango se rido
    Appesa alla bocca
    Stupore di averti vicino
    Come immaginare un figlio.
    Spreco parole
    Io non riesco a dirlo.

    Lava la fatica di vederti più forte
    Puoi difendermi dalla ruggine
    E raggiungermi dove attenderò.
    Miei gli occhi di stagno verde
    Acqua inghiotte la tua immagine
    Che si adagia in me
    Sedimento che sa confondermi.

    Imparo l'amore
    Dai piccoli gesti
    Cadono lenti
    Come ore
    D'interminabili attese
    Scomposte, trovo le parole
    Le ho strette in un pugno
    Non le lascio andar via

    Lava la fatica di vederti più forte
    Puoi difendermi dalla ruggine
    E raggiungermi dove attenderò.

  • Canzone confusa sull'altrove

    Lucciole distanti
    Dal vedere naturale fili d'erba
    E le cicale messe in fila a raccontare
    Di pirati visti a largo navigare verso riva
    Sulle onde blu
    Sulle onde blu.

    E se tu potessi
    Per lo meno indicare dove splendi
    E ridi ancora, ti riposi quando è sera
    Su di un filo di cotone elevato verso il cielo
    Giungerei da te
    E ti sfiorerei.

    Per vederti
    Devo chiudere gli occhi
    Immaginarti altrove
    Dove tutto quello che il mondo ha perso,
    vive ancora.

    Batto i piedi se, solo stelle distinguo
    Neanche il sonno più profondo
    Mi accompagna da te.

    Lucciole distanti
    Dal vedere naturale fili d'erba
    E le cicale messe in fila a raccontare
    Di pirati visti a largo navigare verso riva
    Sulle onde blu
    Sulle onde blu.

    Per vederti
    Devo chiudere gli occhi
    Immaginarti altrove
    Dove tutto quello che il mondo ha perso,
    vive ancora.

    Batto i piedi se, solo stelle distinguo.

  • Fastidioso insetto

    Ti odio
    Triangolare pianura,
    distesa come un cane a riposo
    mi assali nel sonno
    bruci i miei sogni di carta e d'inchiostro
    minimi slanci di fantasia.

    Appesa
    Al resto del mondo,
    ti guardo dalla luna crescente
    sei solo un abbaglio,
    un brutto ricordo a intervalli confuso,
    dal portarti sempre addosso
    dal sentirti sempre addosso.

    Fastidioso insetto,
    ti confonda questa luce
    fino a perdere la vista
    gravita e direzione.
    Così, potrò disfarmi
    dei tuoi mille capogiri,
    raccogliere i tuoi resti
    disperderli nel vento.

    Ti odio
    Perchè sai quel che sono,
    spogliata da ogni velo di trucco
    non è più nascosto,
    questo volto pulito
    è il modo di amarti
    e portarti sempre addosso
    e sentirti sempre addosso.

    Fastidioso insetto,
    ti confonda questa luce
    fino a perdere la vista
    gravita e direzione.
    Così, potrò disfarmi
    dei tuoi mille capogiri,
    raccogliere i tuoi resti
    disperderli nel vento.

  • Collane di perle

    I bambini come te devono stare nei giardini con le arance e i limoni,
    lasciati riposare su foglie da dissetare con gocce di pioggia.
    Dondolati dal vento, in faccia al sole,
    paragono il mio amore a una morsa di fame,
    confettura di more mandorle amare.

    Soffice e malleabile,
    impasto d'argilla saliva
    e gocce di brina.
    Ricamano e poi scompaiono
    Collane di perle
    Omaggio al tuo passaggio.

    I bambini come te sono le antenne delle case, riparo dei corvi,
    in alto ad osservare il mondo ed il suo orgoglio imparare ad amare.
    Gracchiano al vento, forse è un lamento,
    presagio di nubi dorate d'argento,
    ondeggiano piume preparano al volo.

    Soffice e malleabile,
    impasto d'argilla saliva
    e gocce di brina.
    Ricamano e poi scompaiono
    Collane di perle
    Omaggio al tuo passaggio.

    Vita, proteggo, senso, sillabe, prime parole.
    Forme, colori, frutti odori, biscotti, capricci, pazienza.

    Bimbi i bambini, bambini come te
    Bimbi i bambini, bambini come te.

Altro su Elisa

Iscriviti alla newsletter